Contro i rischi della privatizzazione del servizio idrico hanno incrociato le braccia e con bandiere e striscioni in piazza Cesare Battisti a Macerata hanno dato vita ad un sit in. Lo sciopero, con picchi di adesione dell’80 per cento, per i 500 lavoratori delle 7 società concessionarie che servono 330 mila utenze nel maceratese è prima di tutto una protesta.
In piazza sindacati e lavoratori chiedono all’assemblea dell’Aato 3 di costituire un soggetto unico per la gestione in house del servizio idrico per evitare che il servizio vada a gara e venga affidato a un privato.
Con la gestione del servizio in mani ai privati, a rischio non solo i posti di lavoro nelle 7 municipalizzate ma anche anche i servizi ai cittadini.
Di qui la richiesta che l’acqua resti pubblica. Dopo due anni di stallo i tempi stringono e serve subito un accordo tra i 57 sindaci dell’Aato3.
E per sbarrare la strada al privato e accelerare l’iter verso il gestore unico pubblico, il presidente dell’Aato 3 in piazza anche lui, ha calendarizzato un’assemblea ogni 10 giorni. La prossima il 12 marzo.
Il servizio in onda nel tg delle 19.30.